ezgif.com-video-to-gif

Solo Show
NANCY BURSON: COMPOSITES

Solo Show “NANCY BURSON: COMPOSITES.

La Pioniera dei ritratti computer -generated” NANCY BURSON: COMPOSITES

13 Aprile 2018 – 30 Settembre 2018

Inaugurazione:

Venerdì 13 Aprile 2018

h. 18.00 – 20.00

L’artista parteciperà all’evento.

La galleria Paci contemporary è lieta di annunciare la mostra personale “Nancy Burson: Composites. La Pioniera dei ritratti computer-generated”, incentrata sulla fotografa americana NANCY BURSON, l’ultima grande “new entry” della galleria.

Sin dall’inizio della sua carriera artistica, Nancy Burson si è interessata alle interazioni tra arte e scienza ed è stata tra i primi artisti ad applicare la tecnologia digitale al genere della ritrattistica fotografica. Attraverso la sintesi di diverse immagini resa possibile dall’impiego del suo personalissimo metodo di lavoro, Burson genera opere completamente nuove che sfidano la verità fotografica con la nascita della manipolazione digitale. Il suo lavoro è da considerarsi unico perché è stata la prima artista a introdurre i ritratti “composite” nell’era elettronica. È conosciuta, infatti, proprio per il suo lavoro pioneristico nell’uso delle tecnologie di morphing: l’impiego di programmi computerizzati per cambiare o sovrapporre le foto mostrando nuovi aspetti dell’età, della razza o del personaggio del soggetto originale. Oltre alla fusione di due o più immagini in un “composite”, il lavoro di Nancy Burson include anche immagini modificate al computer attraverso un sistema deformante che interviene cambiando la realtà di un’immagine, invecchiando e ringiovanendo fotografie e proiettando, così, un ritratto nel futuro o nel passato.

In collaborazione con i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, Nancy Burson ha iniziato a produrre ritratti “composite” generati al computer tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80: ha sviluppato, così, un software che può essere utilizzato per “invecchiare” un volto umano. Il suo lavoro affonda le proprie radici in secoli di studi sociali, scientifici e pseudo-scientifici sul volto umano. Tuttavia, l’atteggiamento dell’artista verso la scienza è da sempre intriso di ironia e di una profonda consapevolezza delle assurdità insite in molti concetti storici, come quelli di razza e genere, che oggi diamo per scontati. La grande mostra antologica “Composites” esplora i primi lavori pionieristici di Nancy Burson a partire dal 1976 (“Method and Apparatus for producing an image of a person’s face at a different age”) sino alle serie “Composite” degli anni ’70 e ’80. Combinando e manipolando digitalmente immagini di individui spesso molto noti, tra cui star del cinema e leader mondiali, Burson esamina questioni politiche, genere, razza e standard di bellezza.

In “Beauty composite”, ad esempio, la fotografa ha cercato di analizzare i cambiamenti di stile nel corso del tempo, chiedendosi come fossero le star del cinema femminile degli anni ’50 rispetto a quelle degli anni ’80. In un’immagine (First Composite), ha combinato Bette Davis, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Sophia Loren e Marilyn Monroe. In un’altra (Second Composite), ha unito Jane Fonda, Jacqueline Bisset, Diane Keaton, Brooke Shields e Meryl Streep. Queste opere costituiscono una vera e propria investigazione sulla bellezza: il volto è diventato letteralmente una memoria topografica di estetiche umane, un documento della storia degli standard di bellezza che sopprimono l’individualità. In “Lion/Lamb” i nemici naturali diventano un essere unico. “Warhead”, diversamente, è nato utilizzando le immagini di cinque leader mondiali, ciascuno rappresentato proporzionalmente dal numero di testate nucleari potenzialmente schierabili dalla nazione che hanno guidato: Ronald Reagan (55%), Leonid Brezhnev (45%), Margaret Thatcher (meno dell’1%), François Mitterand (meno dell’1%) e Deng Xiaoping (meno dell’1%).

This is a unique website which will require a more modern browser to work!

Please upgrade today!

Share